Studio medico rivela che gli "energy drink" tendono a ridurre
il senso di pericolo
La difesa dei produttori: "Le nostre bevande sicure come tutte
le altre". Bevande energetiche, allarme Usa
"Attenti alla carica delle bollicine"
Le bevono perché il tempo non deve finire mai. Poi finisce che
qualcuno va al pronto soccorso: nausea, tachicardia. Comportamenti al
limite, estremi. Energy drink sotto accusa, come è successo più
volte da quando negli anni '80 hanno cominciato la loro ascesa commerciale.
L'aria leggera dell'aranciata, ma con l'effetto ipereccitante di molti
scuri caffè. Monster, Adrenaline, Burn, Tiger e molte altre,
tra cui la leader del mercato mondiale, l'austriaca Red Bull, quella
che in un celebre claim "ti fa mettere le ali".
L'ultimo allarme arriva dagli Stati Uniti, dove le bevande che mettono
energia sono accusate di indurre, se consumate in quantità eccessive,
a comportamenti sfrenati, al sesso non protetto, all'abuso di sostanze,
perfino alla violenza. Indizi riscontrati in una serie di studi citati
dal New York Times. In una ricerca dell'università di Buffalo
che risale a marzo scorso, pubblicata in The Journal of American College
Health, si spiega che il consumo, ovviamente smodato, di questo genere
di bibite tra gli adolescenti non causa certo comportamenti deviati,
ma favorirebbe la predisposizione a prendere rischi per la salute e
la sicurezza personale. Nessuna causa diretta, piuttosto una maggiore
facilità a disinibire le paure.
Come fa l'alcol, con cui spesso vengono consumate le bevande energizzanti:
in un'altra ricerca svolta tra gli studenti di 10 università
nel North Carolina, i ragazzi che mischiano alcolici e energy drink
si ubriacano il doppio di quelli che bevono alcol soltanto. La caffeina
ritarderebbe la sensazione di aver già toccato il limite. E poi
la cronaca: molti, negli Usa, i casi di giovani finiti al pronto soccorso
con nausee e tachicardie. Avevano assunto (parecchia) Spike Shooter
e Redline.
L'American Beverage Association, che riunisce i marchi del settore,
si difende: "Il nostro è un target di adulti". Per
gente che sa che uso può fare di sé. "In 140 paesi
al mondo dove siamo presenti, nessuno hai mai mostrato un collegamento
tra Red Bull Energy Drink e effetti dannosi", spiega Stefania Boleso,
marketing manager della casa austriaca. "Le autorità sanitarie
internazionali hanno concluso che il prodotto è sicuro da consumare.
Dati clinici, test ed esami tossicologici condotti da studi indipendenti
hanno evidenziato che la nostra bevanda è sicura quanto qualsiasi
altra destinata agli adulti". Intanto, però, le autorità
francesi non hanno ancora deciso se autorizzare la messa in commercio
della bevanda, e proprio alcuni giorni fa il ministero della Sanità
ha fatto sapere che "il dossier Red Bull non è chiuso".
Troppa caffeina? Ce ne sono 80 mg in una lattina da 250 ml del Toro
Rosso, come in un buon espresso. Quanto a taurina e glucoronolattone,
un aminoacido e un carboidrato dei quali si è sospettato molto,
si tratta di sostanze già presenti nell'organismo e in altri
alimenti come i molluschi e il vino rosso. Ma l'idea che queste bevande
trasmettono è quella d'essere cocktail per invincibili. Vedi
i nomi: Burn (a fuoco), Relentless (implacabile), Vault (salto, volteggio),
No Fear (niente paura), Estreme, Samurai, Atomic, Dinamite. Succhi e
bibite per per far durare il giorno, per sfondare la notte, per andare
sempre al massimo. Per i ragazzi che studiano e poi vanno a ballare,
per i manager che hanno troppe riunioni, per quelli che guidano per
chilometri infiniti. Elisir per prestazioni super, balsamo per l'ansia.
Caffeina, taurina, guaranà, ginseng.
Qualche volta vitamine e sali minerali. Zucchero, aspartame, saccarosio:
svegli ma magri. Una geniale alchimia alimentare e culturale: è
così che negli ultimi dieci anni gli energy drink hanno conquistato
il mercato e cambiato le abitudini di consumo. Adesso valgono tre miliardi
di dollari solo negli Stati Uniti. L'anno scorso sono state stappate
negli Usa 3,55 miliardi di lattine di Red Bull, in Italia 90 milioni.
La vita frizzante, per non sgasarla mai.
di ALESSANDRA RETICO
Tratto da La Repubblica
(28 maggio 2008)