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26.11.2007

Doping, Pietro Mennea agli Studenti: molti atleti sono morti

 

(AGI) - Firenze, 26 nov. - Un tifo da stadio ha accompagnato il video che ha ripercorso i successi di Pietro Mennea. Proprio lui, il piu' grande velocista di tutti i tempi, ha incontrato gli studenti di Scienze Motorie e Medicina dell'Istituto di Anatomia a Careggi. Questo grazie all'iniziativa del Lions Club Firenze Giotto, che ha donato 100 copie dei volumi scritti dal campione, in modo che siano distribuiti in tutte le scuole e nelle biblioteche della Facolta' di Medicina e Scienze Motorie.

"Il doping e' una scorciatoia per arrivare al successo - ha detto Mennea -. Ma tanti atleti che correvano con me oggi non ci sono piu'. Si tratta senza dubbio di morti sospette. Che devono far riflettere". "Io mi sono allenato per 20 anni. Ho avuto una carriera lunghissima come velocista. Ma non mi sono mai neanche strappato. Invece, se avessi fatto uso di steroidi anabolizzanti, mi sarei strappato chissa' quante volte", ha aggiunto. "Lo sport deve rimanere l'ultimo baluardo del tessuto sociale per quanto riguarda il rispetto delle regole. Insomma, tra gli atleti deve vincere il piu' bravo, non il piu' furbo.

Purtroppo, il doping e' diventato un grande business in mano alla criminalita' organizzata, dato che viene commerciato in un mercato nero. Che e' piu' lucrativo di quello degli stupefacenti. Si', perche' il grosso del mercato del doping lo troviamo tra gli amatori che affollano le palestre". "Mi batto da anni per una legge penale comunitaria che funzioni da deterrente riguardo all'uso di simili sostanze. Oggi in Europa solo cinque stati hanno una legge simile. E io avevo lottato affinche' fosse estesa a tutta l'Unione Europea. Purtroppo, pero', oggi un olimpionico, ad esempio, deve 'avere' un risultato agonistico. Per il quale gli sponsor hanno investito.

Il problema e' che gli organismi giuridici hanno un po' le mani legate, perche' al momento mancano gli strumenti e la capacita' giuridica per contrastare il doping". (AGI)

 

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